Pietre d'Inciampo (Stolpersteine)

Camminando per le vie di Colonia vi capiterà di scorgere per strada le cosiddette "Pietre d'Inciampo", chiamate in tedesco Stolpersteine, queste targhe in ottone, di misura 10x10cm, documentano una parte del vissuto del paese tedesco, la deportazione. Esse recano il nome e il cognome di un deportato, anno di nascita, data e luogo di deportazione e data di morte se conosciuta, esse sono fissate esattamente di fronte alle abitazioni dei deportati. 

Nella città di Colonia ormai si contano circa 2.026 Stolpersteine, iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig che ha sviluppato questo progetto con il nome  "Ha vissuto qui - Stolpersteine". Demnig ha cominciato a Colonia e continuato in tutta l'Europa.

L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e a ricordare quanto accaduto in quel luogo e in quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità.


Stolpersteine, pietre d'inciampo nel centro storico nord
Stolpersteine, pietre d'inciampo nel centro storico nord

Traduzione: 

(sinstra) Qui abitava Max Michael Marx, nato 1886, deportato 1942 a Minsk, ucciso 24.7.1942

 

(destra) Qui abitava Emilie Regine Oppenheimer, nata con nome Schweizer 1869, imprigionata Fort V Müngersdorf, deportata 1942 a Theresienstadt, morta 31.10.1942

 

Ogni pietra d'inciampo è pagata da una persona privata o un gruppo. Risarcimento al passato fa parte del progetto.

Dal 2015 queste pietre si trovano anche in Italia. Le cerimonie inaugurali furono nel mese di Gennaio a Roma, Viterbo, Siena,  Reggio Emilia,  Meina, Torino, Adro, Brescia,  Gavardo,  Padova, Venezia,  Bolzano e Livorno.

Nazimo a Colonia

Il Nazismo c'era. Purtroppo molto forte a Colonia. La gente tedesca oggi si è accorta della colpa.

 

Il Palazzo EL-DE a Appellhofplatz per esempio era la sede della Gestapo di Colonia dal Dicembre del 1935 fino a Marzo del 1945.

Il nome EL-DE (L-D) deriva dal costruttore e uomo d'affari Leopold Dahmen. Nell’1988 la El De Haus, tra le poche carceri naziste ancora conservate, è stata trasformata in un museo, con lo scopo di informare i visitatori sulle persecuzioni, le torture e gli omicidi commessi durante la dittatura nazionalsocialista. Il luogo più importante del centro è la "Prigione della Gestapo", essa si trova nei sotteranei del palazzo ed è costituita da dieci celle, bagni e sale per le guardie della Gestapo.

Agli inizi degli anni 1980, dopo un ampio lavoro di restauro,furono ritrovate circa 1800 scritte e disegni che i prigionieri lasciarono per raccontare i loro destini, scritte fatte con matite, gesso, rossetto per labbra, ma anche incise con chiodi o addirittura con le unghie.

EL-DE-Haus - NS-Dokumentationszentrum

Appellhofplatz 23-25, 50667 Köln

Aperto: da martedì a venerdì dalle 10:00 - 18:00; sabato, domenica e festivi dalle 11:00 -18:00